{"id":795,"date":"2026-08-07T09:38:30","date_gmt":"2026-08-07T07:38:30","guid":{"rendered":"https:\/\/simonemessori.it\/?p=795"},"modified":"2026-08-07T09:38:32","modified_gmt":"2026-08-07T07:38:32","slug":"adempimento-collaborativo-come-cambia-il-rapporto-tra-fisco-e-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/simonemessori.it\/en\/2026\/08\/07\/adempimento-collaborativo-come-cambia-il-rapporto-tra-fisco-e-imprese\/","title":{"rendered":"Adempimento collaborativo: come cambia il rapporto tra fisco e imprese"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Un recente documento di prassi pubblicato dall&#8217;Agenzia delle Entrate offre per la prima volta un quadro organico delle profonde trasformazioni che hanno investito il regime di adempimento collaborativo, ridisegnato dalla riforma fiscale e dai successivi decreti attuativi. Il documento segna un passaggio importante nell&#8217;evoluzione di questo istituto, che da strumento riservato a pochi grandi gruppi si sta trasformando in uno dei pilastri del nuovo rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Dal controllo alla collaborazione<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere la portata della riforma \u00e8 utile ripercorrerne brevemente le origini. A partire dagli anni duemila, il modello tradizionale di amministrazione tributaria fondato sul controllo e sulla sanzione ex post ha progressivamente lasciato spazio, a livello internazionale, a un approccio diverso, basato sulla trasparenza preventiva e sul dialogo costante tra impresa e fisco. Esperienze straniere legate alla vigilanza sui sistemi di controllo interno, insieme alle successive elaborazioni in sede OCSE, hanno valorizzato l&#8217;importanza dei sistemi di gestione del rischio fiscale come strumento pi\u00f9 efficiente rispetto ai controlli tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, il legislatore italiano aveva introdotto gi\u00e0 da tempo il regime di adempimento collaborativo, fondato su un principio semplice: le imprese garantiscono piena trasparenza sui propri rischi fiscali attraverso un adeguato sistema di controllo interno, mentre l&#8217;Amministrazione si impegna a fornire risposte preventive, rapide e trasparenti.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Una platea di contribuenti molto pi\u00f9 ampia<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli aspetti pi\u00f9 significativi della riforma riguarda proprio l&#8217;ampliamento della platea di soggetti che possono accedere al regime. La soglia dimensionale di accesso, inizialmente fissata a un livello molto elevato di ricavi, \u00e8 stata progressivamente abbassata secondo una scansione temporale precisa: 750 milioni di euro dal 2024, 500 milioni dal 2026, fino a 100 milioni di euro dal 2028. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 rendere l&#8217;adempimento collaborativo uno strumento accessibile a una fetta molto pi\u00f9 ampia del tessuto imprenditoriale italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolarmente rilevante \u00e8 anche la possibilit\u00e0 di accesso &#8220;per gruppo&#8221;: possono infatti entrare nel regime anche societ\u00e0 che, considerate singolarmente, non raggiungerebbero la soglia dimensionale richiesta, purch\u00e9 facciano parte di un gruppo in cui almeno una societ\u00e0 possieda tali requisiti e sia stato adottato un sistema integrato di gestione del rischio fiscale esteso all&#8217;intero gruppo, inteso ora in senso civilistico e non pi\u00f9 limitato al solo perimetro del consolidato fiscale nazionale.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Il sistema di controllo del rischio fiscale diventa &#8220;certificato&#8221;<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore della riforma riguarda per\u00f2 l&#8217;evoluzione del sistema di controllo del rischio fiscale. Se in passato questo sistema poteva essere costruito in modo fortemente personalizzato e veniva valutato caso per caso dall&#8217;Agenzia, il nuovo impianto normativo punta verso una progressiva standardizzazione, introducendo la certificazione del sistema da parte di professionisti indipendenti iscritti agli albi degli avvocati e dei dottori commercialisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa novit\u00e0 persegue una duplice finalit\u00e0: garantire livelli minimi di qualit\u00e0 dei sistemi di controllo adottati dalle imprese, e rafforzare il collegamento tra l&#8217;affidabilit\u00e0 del sistema e i benefici premiali riconosciuti a chi aderisce al regime. Viene inoltre chiarito che i modelli di controllo gi\u00e0 sviluppati per altre finalit\u00e0 normative possono costituire un valido presidio anche per la gestione dei rischi fiscali, evitando cos\u00ec duplicazioni nei controlli.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">I benefici concreti per chi aderisce<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riforma interviene in modo incisivo anche sul piano premiale, con una struttura articolata su due livelli di protezione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo livello prevede l&#8217;esclusione totale delle sanzioni amministrative e della rilevanza penale, quando ricorrono congiuntamente alcune condizioni: comunicazione preventiva dei rischi fiscali, informazioni complete ed esaurienti, assenza di condotte fraudolente, piena corrispondenza tra il comportamento effettivamente tenuto e quello rappresentato all&#8217;Amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo livello prevede invece la riduzione a met\u00e0 delle sanzioni amministrative, per i rischi di adempimento correttamente mappati nel sistema di controllo, e per i rischi interpretativi non significativi censiti nella mappatura ma non oggetto di specifica comunicazione preventiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questi benefici si aggiungono la riduzione dei termini di accertamento fino a tre anni per i soggetti dotati di sistema certificato e di visto pesante, e l&#8217;estensione degli effetti premiali anche a fattispecie relative ad annualit\u00e0 precedenti l&#8217;ingresso nel regime, purch\u00e9 comunicate spontaneamente nei termini previsti.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Nuovi strumenti di dialogo preventivo<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le novit\u00e0 procedurali pi\u00f9 interessanti spicca il rafforzamento del contraddittorio preventivo: prima di emettere una risposta negativa a un interpello abbreviato o a una comunicazione di rischio, l&#8217;Agenzia \u00e8 ora tenuta a notificare al contribuente uno schema di risposta, concedendo almeno trenta giorni per presentare osservazioni. Si tratta di un vero momento partecipativo anticipato, coerente con la logica collaborativa che ispira l&#8217;intero regime.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Una struttura organizzativa dedicata<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano organizzativo, dal 1\u00b0 aprile 2026 \u00e8 operativa una nuova Direzione specialistica dedicata all&#8217;adempimento collaborativo, con sedi a Roma e Milano, chiamata a svolgere il ruolo di interlocutore unico per tutte le imprese aderenti al regime. Una scelta che conferma la volont\u00e0 di concentrare le competenze in una struttura altamente specializzata, capace di sviluppare una conoscenza approfondita delle imprese coinvolte e dei relativi sistemi di controllo interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 2026 Simone Messori \u2013 Dottore Commercialista e Revisore Legale. Tutti i diritti riservati. \u00c8 vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta dell&#8217;autore.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un recente documento di prassi pubblicato dall&#8217;Agenzia delle Entrate offre per la prima volta un quadro organico delle profonde trasformazioni 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